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19 Gen 2021

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COVID-19, GIULIANO (UGL): ”OPERATORI DELLA SANITA’ A RISCHIO DI GRAVE DISTURBO DA STRESS POST TRAUMATICO. CREARE CENTRI DI ASCOLTO E MIGLIORARE LA SICUREZZA SUL LAVORO”
Comunicati stampa

COVID-19, GIULIANO (UGL): ”OPERATORI DELLA SANITA’ A RISCHIO DI GRAVE DISTURBO DA STRESS POST TRAUMATICO. CREARE CENTRI DI ASCOLTO E MIGLIORARE LA SICUREZZA SUL LAVORO” 

Non solo il rischio del contagio. Gli operatori della sanità devono fare i conti anche con quello
che la lotta al covid-19 lascerà loro in eredità. “Esposizione a situazioni altamente stressanti,
carico emotivo, turni massacranti, la preoccupazione di contrarre l’infezione o di trasmetterla
ai propri familiari, la mancanza di supporto adeguato nell’ambiente di lavoro e di trattamenti
efficaci sono una realtà con cui chi si trova in prima linea è costretto a subire” dice il Segretario
Nazionale della UGL Sanità Gianluca Giuliano. “In Lombardia – prosegue il sindacalista –
specialisti dell’ospedale Sacco, del Policlinico e della Statale hanno effettuato un’analisi che
porta alla luce dati drammatici: su oltre 650 medici, infermieri, assistenti e tecnici di
laboratorio coinvolti nell’indagine il 40% rientra nei criteri per una diagnosi provvisoria di
Disturbo grave da stress post-traumatico. Questo dato è relativo a una regione sotto pressione
fin dalla prima ondata della pandemia ma è chiaro come le difficoltà riscontrate in questi
professionisti si possano estendere su tutto il suolo nazionale, tenendo presente che i dati si
riferiscono alla sola prima ondata perché lo studio è stato effettuato tra aprile e maggio”.
Quindi gli operatori della sanità rischiano di pagare a caro prezzo la generosità e lo spirito di
servizio con cui si sono messi al servizio della nazione. “Nello studio condotto in Lombardia –
conclude Giuliano – ci viene segnalato come gli operatori sanitari coinvolti abbiano subito
esposizione al rischio di contagio, condizioni con sovraccarico di lavoro, cambiamento nelle
mansioni, mancanza di supporto tanto da creare situazioni che hanno portato alcuni
professionisti, purtroppo, a gesti estremi. Inoltre la loro vita privata è condizionata dal timore
di diffondere il contagio all’interno delle proprie famiglie. Sono delle condizioni drammatiche
che hanno ripercussioni sulla qualità delle mansioni svolte. Per questo chiediamo che vengano
ora creati dei centri di ascolto e supporto psicologico per prevenire problematiche future e
creare condizioni di lavoro migliori”.

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