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24 Nov 2020

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COVID-19, SOTTOSCRITTO IN REGIONE LAZIO ACCORDO PER INDENNITA’ DI RISCHIO AGLI OPERATORI SANITARI. GIULIANO E VALIANI: ”SEGNO DI BUONA VOLONTA’, MA NON PUO’ BASTARE”
Comunicati stampa

COVID-19, SOTTOSCRITTO IN REGIONE LAZIO ACCORDO PER INDENNITA’ DI RISCHIO AGLI OPERATORI SANITARI. GIULIANO E VALIANI: ”SEGNO DI BUONA VOLONTA’, MA NON PUO’ BASTARE” 

ROMA. Venerdì 10 aprile è stato sottoscritto con la Regione Lazio un accordo di
riconoscimento per l’eccezionale attività svolta dagli operatori del Servizio Sanitario della
Regione. “La firma – dicono congiuntamente Gianluca Giuliano Segretario Nazionale della UGL
Sanità e Armando Valiani Segretario Regionale della UGL Lazio – è un fatto positivo ma non
risolutivo. Fin dall’inizio dell’emergenza legata al diffondersi del Covid-19 siamo stati in prima
fila nel pretendere tamponi e protezioni adeguate per i lavoratori impegnati in questa
durissima battaglia ma anche che la loro abnegazione, il loro sacrificio venissero riconosciuti
attraverso la detassazione degli emolumenti dell’intero anno 2020 con una aliquota unica al
10% che abbiamo richiesto il 2 aprile scorso in una lettera inviata ai Ministeri dell’Economia,
del Lavoro e della salute.

Dall’accordo sottoscritto con la Regione Lazio i lavoratori dipendenti
appartenenti all’area del comparto e all’area della dirigenza, titolari di contratto di lavoro
subordinato delle Aziende e degli Enti del SSR, nonchè i medici in formazione specialistica, i
titolari di incarichi libero professionale , i contratti di collaborazione coordinata , in servizio dal
10 marzo 2020 al 30 aprile 2020, e che abbiano coperto almeno 20 turni di lavoro, vedranno
riconosciuto un importo unico di 1.000 euro se inseriti nella Fascia A, di rischio elevato, o 600
euro se inseriti nella fascia B (rischio medio) a seconda del riconosciuto livello di esposizione.
Oltre a ciò la Regione Lazio amplierà l’indennità infettivologica prevista dall’art. 86 del CCNL
Area di Comparto a tutti i profili sanitari anche non previsti dalle vigenti disposizioni
contrattuali che abbia svolto almeno una giornata di lavoro presso una struttura Covid. Sono
certamente segni di buona volontà ma ciò non può bastare. Il ritorno alla normalità si annuncia
lungo e complesso, perché il virus non concede tregue, e gli operatori della sanità hanno già
pagato, e stanno continuando a farlo, con deceduti e contagiati. Per questo ribadiamo con
forza che per loro vanno varate misure eccezionali di ogni tipo che non possono fermarsi alla
sola erogazione di un una tantum”.

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