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28 Ott 2020

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COVID-19, UGL SANITA’: “IL REPORT DELL’INAIL CONFERMA CHE GLI OPERATORI DELLA SANITA’ SONO I PIU’ ESPOSTI. CHI DOVEVA VIGILARE E PROTEGGERLI NON L’HA FATTO. TUTELIAMOLI IN OGNI MODO”
Comunicati stampa

COVID-19, UGL SANITA’: “IL REPORT DELL’INAIL CONFERMA CHE GLI OPERATORI DELLA SANITA’ SONO I PIU’ ESPOSTI. CHI DOVEVA VIGILARE E PROTEGGERLI NON L’HA FATTO. TUTELIAMOLI IN OGNI MODO” 

ROMA. Il terzo report sui contagi sul lavoro da Covid-19, denunciati all’Inail tra la fine di febbraio e il 15 maggio, conferma come la categoria degli operatori della sanità sia stata quella più colpita. “Findal manifestarsi della pandemia – dice Gianluca Giuliano Segretario Nazionale della Ugl Sanità – ci siamo esposti strenuamente come sindacato per chiedere la massima sicurezza verso le categorie di lavoratori in prima linea. La battaglia per la distribuzione dei Dpi, la loro  adeguatezza, la richiesta di tamponi per tutti serviva e serve ancora a proteggere chi si è messo a disposizione dei cittadini dalla prima ora per fronteggiare questa emergenza. I dati del report dell’Inali però confermano come infermieri e medici abbiano pagato un prezzo altissimo con il 15,5% di casi di decessi, seguiti dalle categorie degli operatori socio-sanitari con il 10,7%, dagli impiegati amministrativi con l’8,3% e dagli operatori socio-assistenziali con il 6,0%”.

Anche nel numero dei contagiati le categorie di lavoratori della sanità guidano la triste classifica. “Negli ospedali, nelle case di cura e nelle case di riposo – prosegue Giuliano – è stato registrato il 72,8% di positivi. Oltre l’84% riguarda gli infermieri. Seguono gli operatori socio-sanitari con il 21,6%, i medici con l’11,4%, gli operatori socio-assistenziali con il 7,8% e il personale non qualificato nei servizi sanitari e di istruzione con il 4,7%. E’ la testimonianzadi un vero e proprio dramma. Le belle parole spese per chi non ha esitato a affrontare l’emergenza si scontrano con questi terribili dati. Chi doveva vigilare, chi doveva metterli in sicurezza non l’ha fatto. La guerra per debellare il Covid-19 non è ancora terminata. In trincea rimangono ancora loro, i lavoratori della sanità che combattono per il bene del paese e di tutti noi. Bisogna proteggerli in ogni modo, senza perdere ulteriore tempo”.

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