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30 Nov 2020

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RIFORMA ASSISTENZA ANZIANI, UGL SANITA’ AL MINISTERO DELLA SALUTE: ”VALORIZZARE PROFESSIONALITA’ PER GARANTIRE CURE MIGLIORI”
Comunicati stampa

RIFORMA ASSISTENZA ANZIANI, UGL SANITA’ AL MINISTERO DELLA SALUTE: ”VALORIZZARE PROFESSIONALITA’ PER GARANTIRE CURE MIGLIORI” 

La UGL Sanità ha partecipato oggi in video conferenza a un’audizione della Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria della persona anziana, istituita dal Ministero della Salute, presieduta da Monsignor Vincenzo Paglia, alla presenza di rappresentanti del Gabinetto del Ministro. “Abbiamo portato il nostro saluto al nuovo Presidente Monsignor Paglia – dichiarano congiuntamente Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Sanità e Valerio Franceschini, Dirigente Nazionale –  e voluto sottolineare come nell’assistenza degli anziani la centralità della persona sia una fondamenta essenziale a cui istituzioni e operatori impiegati devono sempre riferirsi.  Per poter fornire servizi adeguati, che rispettino la dignità e i percorsi delle persone anziane bisognerà mettere mano alla rete ospedaliera e socio-sanitaria dove dovrà esserci interazione tra medicina territoriale e cure specialistiche, ricorrendo a un giusto equilibrio tra strutture pubbliche e private. Abbiamo chiesto che i pazienti con malattie croniche possano usufruire, attraverso un approccio integrato, di percorsi terapeutici multidisciplinari forniti da equipe di professionisti che siano adeguatamente valorizzati. Per alleggerire l’attuale pressione sugli ospedali e sulle RSA abbiamo ribadito la necessità di potenziare la medicina del territorio e creare modelli assistenziali che incidano in maniera significativa sui bisogni globali del paziente”. La UGL chiede quindi una svolta nella cura delle persone anziane anche alla luce di quanto è accaduto e sta accadendo in questa drammatica fase. “E’ necessaria più sicurezza e qualità dell’assistenza.  Bisogna riqualificare le strutture esistenti, costruirne di nuove. Luoghi ispirati al bello, confortevoli ma soprattutto integrati con il sistema dei servizi sanitari e socio sanitari presenti nel territorio dove i lavoratori smettano di essere precari e siano remunerati al pari dei loro colleghi europei. Tutto questo nel massimo rispetto degli standard di sicurezza sul lavoro”. 

 

 

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