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03 Dic 2020

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UGL SANITA’: “PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE PER I LAVORATORI DEL GRUPPO SAN RAFFAELE. NO AI LICENZIAMENTI PER ROCCA DI PAPA. PRONTI A QUALSIASI INIZIATIVA PER LA SALVAGUARDIA DI DIRITTI E OCCUPAZIONE”
Comunicati stampa

UGL SANITA’: “PROCLAMATO LO STATO DI AGITAZIONE PER I LAVORATORI DEL GRUPPO SAN RAFFAELE. NO AI LICENZIAMENTI PER ROCCA DI PAPA. PRONTI A QUALSIASI INIZIATIVA PER LA SALVAGUARDIA DI DIRITTI E OCCUPAZIONE” 

ROMA. La UGL Sanità ha proclamato lo stato di agitazione del personale del Gruppo San
Raffaele. “La situazione venutasi a creare in varie strutture – dichiarano congiuntamente
Gianluca Giuliano Segretario Nazionale e Valerio Franceschini Segretario Provinciale di Roma –
è insostenibile. Prima fra tutte quella del San Raffaele Rocca di Papa dove, a causa dell’avvio di
revoca dell’accreditamento istituzionale da parte della Regione Lazio, è iniziata la procedura di
licenziamento collettivo per circa 150 dipendenti. Parliamo di lavoratori che hanno prestato la
loro opera professionale durante la guerra al Covid-19. Ora rischiano di pagare sulla propria
pelle responsabilità a loro non attribuibili, per giunta in barba ai dettami normativi previsti dal
DL “Cura Italia” prima e DL “Rilancio” in materia di divieto di licenziamento. Come se non
bastasse la stessa Direzione del Gruppo San Raffaele, nell’incontro svoltosi, l’8 giugno ha
comunicato che le retribuzioni dei lavoratori della struttura di Rocca di Papa non verranno
erogate nei tempi previsti. Si tratta di una vera e propria mattanza sociale perpetrata ai danni
dei lavoratori che va a sommarsi alla forte riduzione o sospensione di attività, con personale
posto in ferie o addirittura in aspettativa non retribuita senza utilizzo di ammortizzatori sociali,
nelle strutture di Cassino, Monte Compatri a cui potrebbe aggiungersi presto l’IRCCS Pisana. La
UGL Sanità ha proclamato per questo lo stato di agitazione a livello regionale del personale del
Gruppo San Raffaele con avvio delle procedure di sciopero, rimanendo in attesa della
convocazione della Prefettura di Roma per il tentativo di conciliazione. Torniamo inoltre a
chiedere alla Regione Lazio, per ora in colpevole e prolungato silenzio, un incontro urgente che
ponga al centro della discussione la salvaguardia dei posti di lavoro e i diritti dei lavoratori,
riservandoci di intraprendere tutte le iniziative per la loro tutela”.

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