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07 Giu 2020

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Ugl Sanità Piemonte, Ippolito:  “Maggiori tutele per il personale in prima linea”
Comunicati stampa

Ugl Sanità Piemonte, Ippolito: “Maggiori tutele per il personale in prima linea” 

Il 1 aprile alle ore 19 il bollettino dei contagi sul territorio peimontese registra quanto segue: 9.918 le persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte 1.384 in provincia di Alessandria, 477 in provincia di Asti, 513 in provincia di Biella, 789 in provincia di Cuneo, 861 in provincia di Novara, 4.751 in provincia di Torino, 512 in provincia di Vercelli, 419 nel Verbano-Cusio-Ossola, 95 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 117 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale. I ricoverati in terapia intensiva sono 456. I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 31.135, di cui 17.957 risultati negativi.
Lo ha annunciato in una nota Anna Maria Ippolito Segretario Regionale UGL Sanità Piemonte affermando che a Torino e provincia troppi lavoratori impegnati in prima linea sono ancora esposti al rischio di contagio per l’insufficienza o la poca adeguatezza dei DPI, o la mancanza di percorsi dedicati all’interno delle strutture. Si stanno anche attrezzando, o sono già avviati sia nelle  RSA o nei presidi privati/convenzionati reparti per accogliere chi verrà dimesso ma deve restare in quarantena, strutture che per il momento hanno solamente istruito il personale sulla vestizione e svestizione prima di entrare nei reparti dedicati .E’ quindi necessario che oltre ai dispositivi di protezione individuali nel rispetto massimo dei protocolli di sicurezza, vengano improntati protocolli emergenziali e procedure dedicate per formare sul campo il personale che non è  in grado di gestire una situazione di questa portata. La difficoltà è stata avvertita inizialmente anche da chi, nei presidi ospedalieri, è a contatto con pazienti che presentano le diverse criticità, ed è dal loro esempio e che bisognerebbe operare in questi “nuovi reparti” per diminuire al minimo indispensabile il fattore rischio . La Sindacalista ha concluso chiedendo l’ intervento per la creazione di figure di tutor che possano seguire, soprattutto nelle RSA, gli operatori per formarli, consigliarli e raccogliere loro eventuali problematiche, questo a tutela della loro professionalità e a salvaguardia dei pazienti assistiti.
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